"Non siamo davvero solisti nemmeno nella nostra vita, ma la scena di un dialogo a più voci, tutte, purtroppo, forse, dello stesso valore".
( Göran Tunström )


mercoledì 24 dicembre 2008

Buon Natale




Corse , telefonate , pacchetti , negozi , scadenze di lavoro , ore di sonno perdute , la spesa da fare , palline colorate , cristalli di neve .

Per chi come me ne avesse già le scatole piene di tutto questo , consiglio una visione a questa graziosa immagine di repertorio , per tutti gli altri un augurio sincero di Buone Feste .

lunedì 22 dicembre 2008

Always on my mind




C'è una persona che mi riempie i pensieri , che mi è vicina seppur lontana , che ha risvegliato in me la voglia di essere guardato e desiderato , che mi sa toccare dentro in modo deciso e delicato insieme .
Si sente spesso in colpa , perché non può dedicarmi tutto il tempo che vorrebbe , perché il Fato a volte rema contro e non tutto procede come nell'immagine dei suoi desideri . Lui sa che io non ho fretta , che so aspettare anche se , in questo preciso momento , mi manca qualcosa di lui a cui aggrapparmi , le sue braccia , la sua presenza .
Leggo le sue parole , guardo le sue foto e ascolto questa canzone , come se fosse la sua voce a cantarla , a farmi compagnia .
A volte le piccole bugie sono consolatorie .


giovedì 18 dicembre 2008

Bianco e Oro , nome in Blu

L'avevi promesso , ero in attesa e oggi sei arrivato .
Bellissimo ed elegante , vestito di bianco e di un alone di luce .
La pelle luminosa , le linee pure e pulite e un profumo di nuovo con delle note di opulenza .
Ritrovo quei tuoi occhi meravigliosi e trasparenti , i tuoi sguardi a tratti timidi , altre volte birichini , i sorrisi anche buffi e quel tuo corpo bello , lungo , alto , armonioso .
L'avevi promesso e sei arrivato , insieme al tuo nome , scritto in blu, tutto per me .

mercoledì 10 dicembre 2008

legami


Nonno è stato l'ultimo vero mugnaio della famiglia , come suo fratello rimasto al paese natìo ai piedi della montagna a continuare l'attività che era stata del loro padre , e prima di lui del loro nonno e poi indietro nel tempo in un susseguirsi di avi dove i nomi si ripetevano sempre uguali in continuazione anche all'interno dello stesso nucleo famigliare , facendo perdere quasi il senso dell'orientamento a chi volesse approfondirne la genealogia .

Vite spese a cercare di carpire i segreti della pietra migliore da usare nella macina , in bilico tra livellamenti e pressioni dell'acqua che dovevano dare forza e motore alla ruota e a tutti gli ingranaggi interni. Per ottenere farina profumata e preziosa come polvere d'oro, oppure bianchissima impalpabile e sottile e poi , semole da setacciare e turaccioli da scartare .
Vite spese a contrattare sul valore economico della propria mansione avendo sempre davanti agli occhi un pregiudizio duro a morire , ché il mugnaio quando travasa la farina sul sacco si riempie le maniche fino ai gomiti e mangia sulle spalle degli altri . Nonno aveva tanti difetti , ma gli mancava la capacità di volersi approfittare del prossimo e le maniche della sua camicia erano sempre , perennemente , arrotolate fino ai gomiti , fiero della sua onestà professionale .
Lui con quel nome così diverso dalle consuetudini famigliari, dall'animo così bonario che aveva donato la sua vita al lavoro e alla famiglia come fosse tutt'uno , aveva dentro uno spirito avventuriero , un ché di romantico quasi legato alle storie dei grandi viaggi per mare ; lui , sopravvissuto ai fratelli e alle sorelle , fino all'ultimo ha covato un desiderio di bambino : partire e viaggiare per il mondo .

Una sola volta nella sua vita volle decidere di testa sua e andare contro al clan , quando sposò nonna , quella bionda che si tingeva di scuro come la sua migliore amica rossa , ché non capitasse mai che certi colori insoliti potessero dare adito a cattive voci , quella un po' foresta che veniva da una famiglia di "sìngani giramondo" , quella che "no 'a poe exere 'na brava fémena , perchè invexe de star casa 'a lavora in fabrica ".
Si sposarono alle 4.30 del mattino in una fredda giornata di fine gennaio , quasi di nascosto , per portare rispetto al lutto che lui ancora osservava per la sorella morta di tisi un anno e mezzo prima .Arrivarono nella nuova casa , alta e stretta , fatta di sassi e pietre grosse così : c'era il camino , il paiolo , i balconi , un tavolo il letto e poco altro : niente vetri alle finestre, la famiglia non approvava , non poteva più ostacolarlo ma non li avrebbero nemmeno aiutati , perché "quea là de sicuro 'a ghe magna fora tuto ".
Arrivarono con un carrozzino trainato da due cavalli bianchi , lui probabilmente un po' dandy e con quello sguardo lievemente strabico che ne faceva un seduttore nato , nonna col suo vestitino di velluto nero con il colletto lavorato a uncinetto , si sentì per una volta nella sua vita una principessa . Anche senza i tanti gioielli delle matrone della famiglia di lui che poi , in là negli anni , si divisero le altre cognate .
Il mulino necessitava di qualche miglioria , ma la struttura muraria dell'edificio , di metà settecento , era salda , il dislivello del corso dell'acqua sarebbe stato aumentato un po' e in questo modo una ruota più grande , più forte e potente avrebbe preso posto nello scivolo .

Nonno non ha mai parlato molto del suo lavoro , non ha effettivamente fatto nulla per trasmettere ai figli e ai nipoti i segreti di quella macchina complessa , che noi bambini , giocandoci , scoprivamo un po' alla volta .Era un mestiere fatto di gesti : la granaglia da pesare sulla grande bilancia di terra , il rumore come di chiacchierìo dei chicchi che cadevano nel recipiente di legno , il controllo delle ruote dentate , delle cinghie di cuoio largo e lucide che scorrevano tra ingranaggi di legno e ferro , la grande pietra rotonda della macina , ruvida e fredda . Le assi di legno per bloccare il corso dell'acqua e alzare il livello , il bastone pesante di metallo che serviva per regolare le chiuse e aprire al momento opportuno il passaggio dell'acqua dalla cascata allo scivolo della ruota .

E poi improvvisamente quel rumore , sempre uguale, quasi un battito , un suono un po' ovattato con un eco di legno e di acqua .

Lui un po' sentiva che quel lavoro sarebbe stato destinato a morire con lui e a vederci giocare tra i sacchi di farina e i setacci per le semole , un po' gli pareva che forse non tutto era perduto , ma che nulla sarebbe più stato come prima . Come quando , preparata la farina si caricava il carro , e la mula era lì , bella pronta e forte , bastava salire sù e lei partiva , andava all'altro mulino , quello dove tutto era partito .
Lì dove ancora si raccontava che gli avi erano arrivati in quella zona scappando dalla terra di Francia durante l'epoca buia della Rivoluzione , perchè in quel luogo ormai un titolo di Conte e amministratore delle Finanze era troppo pericoloso da esibire .
Non si è mai capito in quale momento si sia persa memoria della Storia e quando il ricordo è diventato prima racconto e poi mito , quando il nome del casato è stato modificato adattandolo alla nuova Patria segnandone , in qualche modo, il declino e un nuovo inizio .

Qualche anno fa , papà e due suoi cugini , si ritrovarono per fare una cosa alla quale tutti e tre avevano assistito nella loro vita di figli di mugnai : la pulitura delle grandi pietre rotonde delle macine . E' stato come lavorare su una sacra reliquia , con pazienza certosina , come portare a nuova vita strumenti rimasti immobili e muti per molti anni , del cui uso si era quasi dimenticato il ricordo : soltanto sommando i vari frammenti di memoria tra loro sono riusciti ad usarli .
Una grande pietra rotonda di quasi due metri di diametro , con un foro al centro per il passaggio dei chicchi di grano o di orzo .

Chissà quante storie nasconde nella sua materia , quanta farina e il sole e la pioggia e la fame , tanta fame durante la guerra , grani dorati e chicchi preziosi , un pezzo di gesso e di carbone per annotare i numeri .

E' come guardare il cerchio del ciclo della Vita .

martedì 2 dicembre 2008

Due Dicembre Duemilaotto


Il maglione di Roberto è verde , verde come un prato di primavera , verde come una bandiera . E' un colore che non ho mai amato , difficilissimo da portare . Ma di Roberto ero innamorato e , quando hai quindici anni , metti da parte anche il buon gusto pur di indossare qualcosa della persona che ti fa sentire le farfalle allo stomaco . Pur di portare qualcosa che sembra suo ma non lo è , però , a volte , l'esigenza di raccontarsi piccole bugie serve a rendere un po' più dolce la vita .
Lo indossavo e sentivo il suo odore , lo toccavo ed era come essere avvolto dalle sue braccia . Roberto è rimasto lì , in un cantuccio dei miei ricordi , un po' dimenticato . Di lui non so più niente , le nostre vite non si sono più incrociate da allora . E' rimasto il "suo maglione" , anche quello in un cantuccio , un po' nascosto , lontano dagli occhi , lontano dal cuore . La mia vita è piena di frammenti di spazio che nascondono parti di loro , una collanina in caucciù , il braccialetto di gomma blu , la bandana rossa a fiori bianchi , il costume turchese , gli occhiali a specchio e chissà quanti altri ancora . Oggetti che ufficialmente mi appartengono ma che sono irrimediabilmente legati ad altre persone , come se a loro appartenessero.

Due dicembre duemilasei : la serata è fredda e io sono in ritardo , è una cosa che odio , ma volevo che la casa fosse in ordine che tutto fosse pronto e perfetto perchè quella sera avrei conosciuto finalmente Lui . Avremmo scoperto se il feeling virtuale poteva avere la stessa presa anche dal vivo , dove la chimica e la psicologia di mescolano tra loro . Fu , per entrambi , una piacevolissima conferma e quella sera, dopo tanto tempo , provai la sensazione meravigliosa di sentirmi appagato nel profondo , completo come non lo ero mai stato prima . Una serenità interiore che durò fino all'ultimo giorno della nostra storia . Di lui è rimasta traccia soprattutto dentro , quelle tracce così scavate che sembrano dei solchi e necessitano di molto tempo prima di appianarsi , di affievolirsi . E' rimasto anche un cassetto pieno delle sue cose , un cassetto che , per il primo periodo dopo la fine della storia , veniva aperto soltanto per accogliere parti di lui che ogni tanto ritrovavo in giro per casa , un cassetto che conteneva tutte le lacrime che non riuscivo a versare e tutti i pensieri delle lunghe notti insonni . Un cassetto che da allora è rimasto chiuso .
Oggi sento che a chiudersi è anche quel ciclo e , per renderlo definitivo e relegarlo nei ricordi , ho svuotato il cassetto di Lui , di noi . Lettere piene di parole che raccontano la nostra storia , un cuore di velluto rosso pieno, allora, di caramelle dolcissime , i prodotti per il corpo ,i cd e i dvd , la sua foto grande che stava in salotto , le foto di noi , a Natale , a S. Valentino , in gita Venezia e sul lago di Garda , l'anello con il brillantino che non ho più portato , il suo regalo per il mio compleanno , lavato stirato e mai indossato perchè non c'è più stata l'occasione , un pacchettino regalo in attesa di Lui che non è più tornato .
Ora è un bel cassetto vuoto, spazioso e capiente : mi piace , lo guardo e sembra dirmi di lasciare aperto il mio cuore . Non so ancora chi sarà lui, non so bene se sarà Lui .
So soltanto che voglio cogliere i frutti che la vita mi concede .
La bellissima foto , presa dalla rete , è di Marc De Cunha Lopez .

venerdì 28 novembre 2008

Nuvole e carezze



Sono così stanco , ho soltanto voglia di immergermi nella vasca da bagno e lasciarmi cullare dal tepore dell'acqua calda , farmi inebriare dal profumo del bagnoschiuma all'iperico e papaia .

Scivolo dentro dolcemente e mi immergo completamente anche con la testa , resto qualche istante e sento che la stanchezza assieme alla tensione muscolare si scioglie , si diluisce : mi stendo bene , appoggio la testa sul bordo e mi lascio andare . Lo sento , il sonno di cui ho bisogno sta arrivando , l'ultima cosa che ricordo sono le ginocchia che fuoriescono dall'acqua , sembrano sponde sulle rive alte di un lago .

C'è una collina dal profilo morbido e arioso , una torre medievale in lontananza e una strada bianca che sale , s'inerpica sinuosa come un serpentone , sembra muoversi col mio sguardo , incrocia una cascina e ci gira attorno , s'intrufola tra i cepusgli di bosso per poi riapparire verso la cima . Punta dritta , verso la torre . Qualcuno , lì accanto , mi sta parlando : mi affascina il timbro caldo della sua voce , l'odore della sua pelle simile al profumo di ciliege mature , gli occhi malinconici , chiari e velati , come dell'acqua mescolata a spezie .

Mi parla a lungo senza guardarmi , racconta una storia di tornei equestri , di cavalieri e di lunghe alabarde ,di promesse d'amore da portare dentro il cuore , in battaglia fino alla fine, fino al ritorno . Di coppe di vino da sorseggiare , di serate davanti al fuoco .
Lui è un cavaliere triste , perché non ha più un principe dal quale ritornare : ad attenderlo c'è solo la collina , con la sua bianca strada , lunga e sinuosa come un serpentone , che l'attraversa tutta, girando sempre su se stessa .

Lo guardo , gli porgo la mano , gli sfioro il viso dolcemente . Lui mi guarda e sorride dicendomi : " i tuoi occhi sono le nuvole del mio cielo , le tue mani le carezze del mio cuore ".
Suona il telefono , mi sveglio all'improvviso ed emergo dalle acque .
Dov'è il mio bellissimo uomo che mi desiderava come non mai ? dov'è la poesia delle sue parole ?Chi è che mi ha rubato l'uomo dei sogni ?
Guardo il telefono : Evarista !
Ladra !

giovedì 20 novembre 2008

White Knot


Sono consapevole che non sarà un diritto civile a risolvere i problemi della nostra vita , ma avere la certezza che esiste predispone un atteggiamento mentale completamente diverso da parte di tutti .

Asa_Ashel appoggia questa iniziativa e spera che molti altri vi aderiscano .

mercoledì 19 novembre 2008

Ein Telefongespräch


sottotitolo : Telefonata tra amike

  • -Ciao amika cara , sono tre settimane che non ci vediamo , quando pensa di degnarmi della di Lei presenza ? - pigola come una fringuella giuliva l'amika Evarista .
  • -Ciao tesoro , dovrei essere dalle tue parti in settimana , devo passare al CentroXY per delle commissioni di lavoro - informa con tono professionale l'amika Ildebranda .
  • -Il Centro XY ? - ma è chiuso da agosto amika mia , forse dovresti uscire dal maniero ogni tanto .
  • -Hmm , quanto mi dispiace , lì ci trovavo sempre dei bellissimi peluche .
  • - ......
  • -pronto , Evarista , ci sei ancora ?
  • -P E L U C H E ! ! ! - ma trovate un ômo và , sema ! - urla inaspettatamente una voce di cavernicolo che ha preso in ostaggio le delicate corde vocali dell'amika Evarista .
  • -Tzé - risponde piccata Ildebranda - nonna diceva sempre che un uomo passa , i peluche restano .
  • -Certo che siete tutte disturbate in quella famiglia , guarda che a restare sono i brillocchi e , nel mio caso , i vibratori .
  • -Sei sempre la solita amika troia , ops , volevo dire emancipata e spudorata .
  • -E tu sei sempre la mia amika mummia , ops , volevo dire donna altera e raffinata .

  • -Ciao cara , a presto .
  • -Ciao cara , abbraccioni , bacioni e brillocchi .

lunedì 17 novembre 2008

Ramificazioni


A vederci così , seduti attorno ad un lungo tavolo diritto , non riesci ad afferrare subito i legami che ci uniscono , ma se cominci ad osservare meglio saltano all'occhio le somiglianze , i timbri vocali , certi colori .

Un' altra volta ancora , mio fratello ,è riuscito ad organizzare quello che ormai da anni è stato denominato il pranzo dei cugini : l'idea è nata qualche anno fa quando , durante il matrimonio di qualche parente , i cugini e le cugine facevano un po' gruppo a sè , uniti in qualche modo da un sentire comune dovuto all'età , ma soprattutto da quel desiderio tipico dei giovani di sganciarsi dal controllo dei genitori . C'era voglia di ritrovarsi e divertirsi , mangiare , parlare e scherzare , senza, possibilmente, le zie vecchie, i parenti molto alla lontana mai visti e una serie di estranei tipica dei matrimoni .

Il ramo di parentela è quello paterno e , solo a contare i cugini diretti ci troviamo in 18 persone ai quali , fin da subito , sono stati aggregati eventuali consorti, fidanzati , conviventi e , nel tempo , i figli . Insomma , 40-50 persone come se niente fosse .
Non tutti ovviamente vi partecipano , chi per una serie di impegni , chi per una forma di astio nei confronti di alcuni parenti , ma ,in linea di massima , 30 persone ci sono sempre .

Di solito per ritrovarci si scelgono agriturismi con cucina tipica e soprattutto abbondante , dove i piatti di stagione fanno la parte del leone : ieri c'è stato il pieno di radicchio di Treviso in tutte le sue varianti e i funghi , accompagnati ,come da tradizione veneta , da polenta che , detto per inciso riguardo a quest'ultima , odio in un modo viscerale . Ma tant'è , non è di cibo che ha fame la mia anima .

A guardarci così tutti assieme ti accorgi che , nonostante i rami dell'albero continuino ad intrecciarsi , ci puoi vedere ancora i colori, la forma e lo spirito delle radici .
Ci ritrovo soprattutto quel melting pot genetico che si è creato raccogliendo rami d'albero e gocce di sangue da mezza Europa .

Le vedi bene certe ramificazioni , il ramo biondo per esempio , anzi, i due rami biondi , quello slavo-austriaco con grandi occhi azzurri , zigomi scavati quasi scolpiti , bocca ben disegnata , ovale regolare , capelli ricci di un colore oro sfacciato nell'infanzia , ricco di bagliori nell'età adulta e bianco candido nella vecchiaia .Questo ramo ha una caratteristica particolare , prende di mira una diramazione e vi procede diritto, senza mescolare le sue qualità con il resto dell'albero , concedendosi qualche tocco beffardo : la struttura fisica è sovente ben proporzionata , ma regala altezza sopra la media alle donne e sotto la media agli uomini , senza vie di mezzo .

Poi c'è il ramo biondo francese , caratterizzato da un colore chiaro ma spento , quasi schivo , un po' come la personalità di chi vi appartiene .Sembra non cambiare mai nel tempo , il volto bello ma non vistoso , gli occhi chiari ma di un colore indefinito , i corpi magri ma senza controllo , come se gli arti avessero vita a sè rispetto alla mente .E' un ramo che tende a mimetizzarsi tra le fronde dell'albero , e lo ritrovi sparso qui è là , solo in mezzo ad altri , un po' nascosto .

Poi c'è il ramo scuro morbido , che ha un retrogusto di colline , di strade di passaggio e di commerci , di forme dolci e rotonde che fanno da preludio agli spigoli delle montagne ,di feste campestri dove dare sfogo all'incontenibile voglia di consociare e di muoversi: ha spesso volti bellissimi , occhi grandi in tutte le nuance del marrone , dal miele al cioccolato , ovali perfetti e nasini regolari , corporatura eterogenea , graziosa in gioventù , ma che , mano a mano che passano gli anni , si fa sempre più morbida , piena a volte , ma mai flaccida .E' il ramo socievole della famiglia , quello che tiene sempre in movimento le fronde con il suo chiacchericcio la sua voglia di viaggiare .

Poi c'è il ramo scuro spigoloso , dove ad essere scuro più che il colore è la personalità : occhi attenti che scrutano ed osservano , menti sempre in movimento e voci spesso spente , corpi quasi sempre alti ,magri e spigolosi, visi lunghi , irregolari , con labbra piene , incarnato chiaro e nasi inconfondibilmente aristocratici che li fa sembrare sempre come falchi in picchiata sulla preda . Capelli castani ricchi di ombre più che di riflessi ,dal nero cupo ai colpi di mogano , occhi scuri dove il colore più chiaro diventa un verde sottobosco , ma soprattutto sguardi profondi .
E' considerato un po' da tutti il ramo alternativo della famiglia , quello che sovente scuote le fronde per liberarsi dai rami secchi e procedere per altre direzioni , ma che conserva sempre il ricordo delle radici .


Stavo osservando l'albero genealogico , inizia con i genitori di nonno attorno al 1870 e termina, per il momento all'ultimo nato nella prima metà del 2008 .
E' un albero che attraversa 5 generazioni ed è buffo che sia io l'unico di questa grande famiglia a conservarne memoria .

Citazioni 4


Ho scoperto per caso altri siti che hanno linkato le note pagine fotografiche dedicate a Rossano - qualcuno, ingrato, non mi ha nemmeno citato - ma io ora, dal momento che sono diventato famoso e ho già riempito due valigie piene di articoli a me dedicati (*) , posso permettermi di essere superiore a queste cose e fregarmene .

Ieri sono passato dai miei per un saluto : televisore sintonizzato su raidue , su Quelli che il calcio .
Ospite, in quel momento , Rossano Rubicondi . Ad un certo punto saltano fuori le famose foto sexy-trash pubblicate da me e segnalate in trasmissione a mo' di poster-cartelloni .

Commento di mia madre : "ma pensa te , ma dove le andranno a cercare queste cose" .
Ed io : " guarda , io non dico niente , altrimenti non mi crederesti ".
Mi ha guardato un po' sospettosa ma ha preferito non indagare .

Giuro che questo è l'ultimo post che dedico a quelle foto - ne ho delle altre più trashose ma non vorrei abbassare il tono del blog quindi al momento rimangono nel cassetto - ma credo che essere citati dal corriere della sera non sia cosa di tutti i giorni , lasciatemi allora questa piccola soddisfazione effimera .

(*) la storia delle due valigie mi ricorda tanto quanto dichiarava Lorella Cuccarini agli inizi della carriera , mi sono sempre chiesto perché le valigie e non degli scatoloni, ma tant'è , così anch'io , che essendo diventato VIP non potevo fare altrimenti , ho scelto le valigie .

giovedì 13 novembre 2008

Perplessità


Sento che questo post avrà bisogno di una prefazione un po' lunga , perchè racchiude pensieri che nascono lontani nel tempo e che sono tornati preponderanti alla mia attenzione a causa di alcuni fatti che mi sono successi in questi giorni ; sono pensieri che parlano di uomini , di donne , di gay, di ex-fidanzati , di spasimanti o presunti tali , della Rete in generale e di chat in particolare , ma soprattutto di quanto potenti possono essere i desideri , le idiosincrasie , le sublimazioni mentali e i condizionamenti sessuali , perché trovano, sempre , uno sbocco espressivo anche nella vita spicciola e nei fatti di tutti i giorni .

Ho scoperto il mondo delle chat-room all'incirca una decina di anni fa , assieme ad E. , un carissimo amico che ha condiviso parte della mia vita all'insegna dello spirito di piccoli gay crescono .
Avevano ancora una forma un po' casereccia , ma se ne avvertiva , nella loro ingenuità di chat primordiali , tutta la travolgente potenzialità .
Non esistevano allora tutte le chat a tema specifico che si trovano oggi , quelle gaye non le avevamo ancora scoperte per cui ci arrangiavamo con quello che c'era .

Avevo allora un nick-name neutro, dove non si capiva subito se fossi uomo o donna , o meglio ragazzo o ragazza vista l'epoca . Un giorno iniziai una conversazione con un ragazzo interessante che , dopo il primo scambio di battute dette per scontato che dall'altra parte ci fosse una Lei . Non avevo voglia in quel momento di specificare le cose e glielo lasciai credere , tanto da lì a poco la conversazione sarebbe finita e chi si è visto si è visto .
Iniziammo un rapporto di chat che durò mesi , dove scoprii per la prima volta un modo di consociare nuovo , dove la scrittura diventava dialogo immediato e le parole prendevano forma anzichè suono .
Dopo quella prima chattata ci divertimmo un mondo, io ed E. , a inventarci vari personaggi femminili da usare per i nostri approcci "chattari" , e a prendere in giro certe caricature di maschi tutti d'un pezzo che non devono chiedere mai . Capimmo , in modo piuttosto lampante , che le donne avevano veramente una miniera d'oro in mezzo alle gambe , perché a certi uomini bastava solo il sentore di figa per fargli fare quello che volevamo . E tutto questo senza dare a loro praticamente niente , se non l'illusione di lasciarli recitare la parte del cavernicolo predatore : più li trattavamo male più li avevamo ai nostri piedi . Commento di E : " è proprio vero che alla gente piace prenderlo in culo , metaforicamente parlando ".

E così, tra una chattata e l'altra scopri quanto meschini possono essere certi uomini , qualcuno , per fortuna, si salvava , ma erano perle rare che soprattutto io sapevo trovare perché ho sempre avuto l'attitudine a scavare a fondo , a guardare dietro i veli del conformismo e delle consuetudini . I peggiori depravati capitavano tutti alla mia amika , ma come si dice in questi casi i simili probabilmente si attraggono . (Ricordo un giorno in cui "lei" era in vena di fare la maliarda trentacinquenne vissuta e shantosa, si sentì rispondere da un trentenne e su di lì : oddio, ma sei a un passo dalla menopausa , via ,via ! ).

Fino a qualche settimana fa avevo non so quanti profili sparsi nei siti a tema gayo , non perchè io senta l'esigenza di approfittare di ogni occasione, ma semplicemente perchè i miei amici prediligono chi l' uno chi l'altro sito , e a riprova di ciò il mio nick è sempre lo stesso , non come quelli che passano da un sito all'altro cambiando nick come se volessero acquistare una nuova verginità perduta ormai da troppo tempo . Ultimamente ho fatto un po' di piazza pulita, perchè ogni tanto tagliare i rami secchi è salutare , e sono rimasto soltanto sui due siti che mi piacciono di più , ma che frequento più che altro in modalità invisibile . - Lo so, sembro la belva che aspetta la preda nascosta nell'ombra , ma non è così , diciamo che preferisco farmi scegliere che farmi trovare a caso - Ad ogniuno le proprie perversioni .

Tutto sommato non mi posso lamentare , ricevo spesso messaggi da chi vede il mio profilo e quasi tutti rispondono ai miei : anche in questo caso ho imparato a scegliere e le delusioni sono poche rispetto alle conferme . A volte nasce un'amicizia virtuale che in certi casi si riversa anche nella vita reale , altre volte ci si incontra , ci si piace o no e , in alcuni casi , ci si innamora e si vive una storia . Due fidanzati seri da chat mi sembrano un buon numero considerando l'alto numero di pallonari e poco inclini ad impegnarsi che si incontrano in rete .

Non ho mai fatto nulla per turlupinare i visitatori dei miei profili , anzi, sotto certi punti di vista ho inserito una serie di elementi che possono infastidire e limitare la potenzialità degli interessati , ma ho capito da molto tempo ormai che certi paletti sembrano limitanti ma sono semplicemente dei filtri, delle cartine di tornasole che mi aiutano a selezionare le persone in base all'affinità . Le foto, le frasi scritte, le descrizioni di me , sono scelte in base a come mi vedo io e non pensando al modo migliore di ammaliare le persone : lo troverei poco corretto, e tutto sommato inutile, perchè alla prova dei fatti, cioè l'incontro , le balle illusorie sfumano alla velocità della luce e anzi , rischiano di diventare controproducenti . Poi ogniuno è libero di porsi come meglio gli pare .

L'anno scorso mi è capitato di voler tenere sotto controllo una persona che mi interessava, ma volevo farlo senza che questi lo sapesse , per una serie di motivi che tralascio .
Ho creato un nuovo profilo con tutta una serie di dati inventati ma facendo bene attenzione che il tutto avesse una coerenza tale che non lasciasse supporre la non veridicità .
Ho scelto un modello che mi piaceva, brasiliano ma dai tratti spiccatamente nord-europei, ho scelto le foto meno professionali che ho trovato e le ho tagliate e modificate in un modo tale che sarebbe stato riconoscibile solo a chi avesse visto gli originali : qualche particolare , un po' di mento, la bocca e la punta del naso , il corpo in una posa da piscina molto naturale , le spalle e poco più . Che il ragazzo fosse un gran figo io lo posso dire perché so chi è , ma che la cosa fosse lampante dalla mia page proprio no . Il profilo era praticamente l'inno all'illusione , tutta una serie di indizi che lasciavano all' eventuale user di passaggio la fantasia di costruirsi mentalmente il risultato del puzzle con le proprie tessere mancanti immaginarie , però allo stesso tempo, proprio per questo , un profilo di uno qualsiasi . La quantità di messaggi ricevuta su quell'account mi ha impressionato , dopo due giorni ho dovuto usarlo in modalità invisibile perché appena mi mettevo online la casella dei messaggi iniziava a riempirsi a gogò con in sottofondo il suono del Jingle che mi avvertiva dell'arrivo : dai semplici ciao , ai saluti un po' più articolati , dai messaggi pornografici alle rischieste di appuntamento manco fossi una squillo di lusso all'ultimo grido , dai profili nascosti improvvisamente visibili ai numeri di cellulare che bastavano a riempire mezza rubrica . Io ero semplicemente basito , considerando poi che il profilo l'avevo creato per un altro scopo , non mi capacitavo del fatto che a molte persone bastava veramente poco per farsi prendere in giro : cioè, dall'altra parte , la mia , c'è uno sconosciuto che intravvedi appena e che potrebbe avere le orecchie da Dumbo gli occhi strabici e un corno in fronte , e a te parte un embolo per l'eccesso di ormoni in circolo nel sangue dopo aver visto un profilo . Per non parlare poi di quelli che , ritenendosi parte di una ristretta cerchia di belloni inarrivabili ai più, facevano tanto i magnanimi invitandomi alla villa al mare , ad orge esclusive , ma già al secondo messaggio , dopo una risposta aspettata e non arrivata , imploravano per diventare il mio zerbino personale . Confesso , avrei potuto essere implacabile ma ho una morale , checché ne pensino certi Teodem , che mi ha suggerito di non farlo , ma certe piccole soddisfazioni ho voluto togliermele , e ho risposto solo alle persone più educate o a quelle che davano per scontato che non l'avrei fatto . Ho toccato con mano, anzi con mouse , la sensazione di sentirmi un super bono desiderato da tutti , ma ti rendi conto anche che l'interesse è soprattutto verso l'idea che ogniuno si fa dei propri desideri e che crede di vederli nell'altro .E non è piacevole questa sensazione di essere desiderato per qualcosa che non sei . Mi sono chiesto anche , e qui so che potrebbe nascerne una discussione perchè è tutto relativo , se un certo tipo di stupidità, spesso collegata alla bellezza e all'avvenenza , sia uno stato mentale necessario a difendere la psiche da queste sensazioni .E' un discorso complesso e andrebbe spiegato meglio, ma mi sono già dilungato troppo in questo post .

Dopo una settimana ho cancellato l'account , con somma disperazione, immagino, di qualcuno , ma a me era era servito a tutto tranne che allo scopo per cui era nato .

Ho un profilo su Facebook , mio malgrado, per la solita storia degli amici che ti chiedono di iscriverti : non lo uso mai , trovo l'interfaccia grafica orrenda ed è troppo "pettegolo" per i miei gusti , tant'è che l'ho caricato di limitazioni tanto da far passare la voglia a chiunque di accedervi .
Pochi contatti , tra cui un fidanzato mancato ma carissimo amico e un ex-fidanzato , l'ultimo .

Ci siamo detti addio un anno e mezzo fa ma, dopo alterne vicende , abbiamo ripreso i contatti , per la stima che entrambi abbiamo per l'altro , o che , fino ieri almeno , pensavo ci fosse . Scopro così per caso , da facebook, che ora è fidanzato e felice , lui non dice niente ma io ho già capito con chi . Sapevo che prima o poi sarebbe capitato, ma saperlo così non è stato molto carino , anche se tutto sommato la cosa fa parte della coerenza di questa persona visto l'alto grado di informatizzazione di cui si era rivestita la nostra storia .

Ho cercato i loro profili nei soliti siti , non per curiosità morbosa ma giusto per vedere se l'ufficializzazione della storia avesse una dimensione simile alla nostra che fu , ma non mi andava che lo sapessero così mi sono inventato un nuovo profilo , spoglio di dati all'inverosimile , tranne per una frase stupida di presentazione e una foto che in origine raffigurava Justin Timberlake e che mi piaceva molto , la foto , che lo ritraeva a petto nudo . Ho tagliato il tutto conservando un accenno di torso , di mento e uno spicchio di quell'orrido tatuaggio sul bicipite . Niente di particolare alla fine , visto che non si vede nulla e che al massimo l'idea è quella di un corpo tonico , ma niente di più . Il solito profilo del decapitato di turno insomma .

Non è che lo faccio volutamente , ma credo di avere una certa predisposizione a creare profili che diventano degli efficaci specchietti per le allodole , come se sapessi istintivamente far scattare una reazione di interesse negli utenti , andando a toccare tasti sensibili nella parte più ancestrale della mente . Come spiegare altrimenti questi dati , 72 messaggi nel primo giorno , di tutti i tipi e da un pubblico eterogeneo , avendo pubblicato semplicemente un profilo scarno con una foto dove praticamente la parte maggiore la fa l'immaginazione .

Ma basta così poco per avere l'attenzione delle persone ?
Ma è possibile che tutti questi messaggi arrivino da parte di utenti che hanno sconnesso il cervello quando si sono messi online ?
E allora smettiamola di raccontarci balle , la bellezza spalanca veramente le porte della fiducia.
E diciamo pure che , checché ne dicano i Teodem, il sesso muove il mondo .

Certo che , a leggere certi messaggi , mi viene da pensare che per alcune persone l'unico ragionamento è : basta che respiri , con un cuscino sulla faccia sono tutti uguali .
Considerando che non ho ancora risposto a nessuno, e nessuno di loro lo sa, mi aspetto come minimo un 30-40 messaggi di protesta per mancata risposta .

Ed io che volevo passare inosservato : me l'ha sempre detto E. ; tu sei come la Vanoni , hai spessore , e se ti sto vicino gli altri notano di più anche me .

non vi biasimo se non ce l'avete fatta a leggere tutto , credo sia di una noia mortale , ma avevo l'esigenza fisica di scrivere , anzi , di digitare .


oddio , arrivano ancora messaggi , no, non posso approffittare così della bontà delle persone , io quel gigolò lì lo devo abbattere prima che tutti i gay del nord italia si ammazzino a suon di borsettate rifinite con borchie acuminate .

mercoledì 12 novembre 2008

Questione di stile



Tiro a lucido la cucina , mi soffermo sulle parti in acciaio, le voglio far splendere .
Il poco tempo a disposizione di queste ultime settimane ha fatto si che trascurassi certe incombenze, ma ora la mia sopportazione ha raggiunto il limite e , anche se sono stanco voglio mettere in ordine .
E' quasi un'esigenza mentale più che igienica , perchè certi lavori manuali , ripetitivi e all'apparenza noiosi , sono una sorta di acceleratore per i pensieri , come se l'occupazione fisica servisse a tenere a bada il corpo e i pensieri coscienti e liberare allo stesso tempo quelli profondi .
Il pensiero si fa improvvisamente fluido , e la ripetitività manuale diventa quasi un mantra , un metodo per tenere la concentrazione .
Minuti, tanti minuti , ore a lucidare l'acciaio , a rendere immacolato il bianco del piano cottura , a strofinare macchie resistenti che raccontano di cibi consumati , ad eliminare la polvere da quegli angoli che mi ricordano lo stato di riposo della cucina in quei momenti , sempre più frequenti , in cui l'unica attività culinaria è ridotta a dare la fiamma al bollitore del the .
Non sono mai riuscito a delegare il compito di pulire la mia casa e i miei spazi ad altre persone , mettere ordine in casa è come mettere ordine in me stesso , non potrei delegare questo ad altri .
A volte è seccante , lo so , ma il bisogno di avere il controllo su queste cose è più forte delle seccature .
Ci sono alcune incombenze che odio particolarmente , stirare e lavare i vetri , ma poi le faccio comunque .
E non sopporto intrusi in quei momenti perché spezzano il filo dei miei pensieri, quindi , se volete evitare di fare da bersaglio allo spazzolone , statemi alla larga . Sono una sguattera poco incline a farmi trattare da serva , la spocchia degli antenati nobili si fa sentire anche in questi casi .

Vengo da una famiglia-tribù dove gli spazi e il concetto di ordine erano piuttosto relativi e sovente inclini ad interpretazioni dell'ultimo minuto , con il risultato di aver prodotto su metà dei componenti la famiglia dei comportamenti quasi ossessivi-compulsivi riguardo all'ordine , mentre l'altra metà si diletta a scompigliare le cose , giusto per lasciare sempre qualche incombenza da risolvere : non a casa mia ovviamente .
C'è una cosa che in qualche modo mi salva dal grado patologico di certi comportamenti , ed è il fatto di non prendermi troppo sul serio , di dare voce anche alla nota stonata che da colore e calore ad un insieme freddo e perfetto .
Mi piace una casa pulita e ordinata , non mi piacciono le case museo o , peggio ancora , le case mausoleo .

La cucina è perfetta , la cappa d'acciaio è uno specchio e lì sopra, al centro , c'è il pupazzetto di plastica a forma di avvoltoio , giusto per ricordare agli ospiti che mangiano a loro rischio e pericolo .
Direi che mi merito un piccolo premio , ecco si, ho un ovetto kinder .
Buonoooo ...
Toh, all'interno c'è una sorpresina a forma di Winx : caruccia, ha le gambe lunghe e affusolate , i piedini in posizione tacco 15 , una gonnellina giro-passera ,i capelli lunghi lunghi e due ali brilluccicanti ; che bellina, sembra una libellula con le gambe .
Ma tu guarda come sta bene sulla cappa della cucina , lì nell'angolo a destra , sembra una fatina suggeritrice di ricette sfiziose , o di tanti segreti tra amike .


Ecco , io sono anche così .







venerdì 7 novembre 2008

Citazioni 3

Non ci posso credere !
Sono stato citato anche nel blog di Gan , quello di nonsosescendo , uno dei blog più amati dalla comunità gaya con gusti un po' raffinati .
Certo che son soddisfazioni ...
Non vorrei montarmi la testa , no , no , no non potrei mai .... sono stato citato nel blog di Gan !

scopri l'arcano

Citazioni 2

Pure Selvaggia Lucarelli mi ha citato indirettamente .

vedi qui

e pensare che inizialmente credevo non importasse a nessuno ...

giovedì 6 novembre 2008

Citazioni

Ma tu guarda , sono stato citato su gay.tv

">clicca qui

mercoledì 5 novembre 2008

La Posta di Gioiosa


Care amiche , comincia oggi la mia collaborazione su questo delizioso spazio virtuale chiamato " Frammenti " , dove , attraverso le vostre lettere , darò voce e consigli a tutte quelle persone che cercano un aiuto , un confronto , un paralume di luce , un parere dotto e tutto quel che serve per affrontare al meglio le esigenze di vita di una ragazza moderna e , perché no , anche di un ragazzo .

All'interno della rubrica troverete un'interessante sezione denominata La donna di stile , nel quale affronteremo volta per volta piccoli problemi e strategie per essere sempre aggiornate sul complicato rapporto delle regole da seguire in tutte le occasioni .
La rubrica dovrebbe avere una cadenza regolare , ma questo dipenderà anche dal livello di gradimento di voi affezionati lettori .
Quindi vi aspetto numerose e numerosi , scrivete , scrivete , scrivete .

Gioiosa

addì 5 novembre 1958

Cara Gioiosa , sono disperata .
Anche lui è come gli altri . Dopo due anni di fidanzamento mi chiede la "più grande prova d'amore".
E' stata una tremenda delusione .Il Signore sa se non farei per lui qualsiasi cosa , ma questo no , non doveva chiedermelo .Sono disperata , come posso fare a farlo ragionare ?
Tua Disperata

Al tuo posto non intraprenderei lunghi ragionamenti per convincerlo , gli chiederei a mia volta una prova d'amore : quella di saper attendere , e affretterei la data del matrimonio . I lunghi fidanzamenti alla vostra età diventano difficili, qualche volta insostenibili . Bisogna sposarsi , e se vi sono difficoltà siete in due per affrontarle .


Cara Gioiosa , sono una ragazza di undici anni , porto già le calze "fini" e ora voglio che la mia mamma mi lasci portare i tacchi . Non ridere , sono giovane , ma i miei ragazzi ( e ne ho tanti, sai ! ) mi dicono che dimostro almeno quindici anni . Misuro 92 centimetri di petto e 55 di vita , e se stringo un poco posso arrivare a 49 . Mi hanno detto che finirò male perché i ragazzi mi prendono in giro , ma io li amo tutti e quando mi guardano con gli occhi stralunati mi sento in paradiso .
Fiore coi Tacchi

Cara mia Stralunata , non parliamo di paradisi ; l'unico posto dove meriteresti di andare è in un angolo ( come si fa con i ragazzini della tua età ) a meditare sulle sciocchezze che mi hai scritte . Se invece di 49 centimetri di vita ,ne misurassi qualcuno in più nel cervello , sapresti che l'estate comincia il 21 giugno e nessuno può decidere di anticiparla al 21 dicembre , per avere il sole a Natale . Bella scoperta dirai tu ; Sì , bellissima , perché tu fai lo stesso : cerchi di vivere come una ragazza di vent'anni , mentre ne hai solo undici anche se i ragazzi ti guardano con " gli occhi stralunati ".
Sta tranquilla , se continui così a vent'anni nessuno ti guarderà più . ( Se potessi scrivere alla tua mamma le raccomanderei una cosa sola : farti lavorare duramente ) .


La Donna di Stile .

" Arriveremo sabato in giornata " : è una frase che fa impazzire la padrona di casa .
Per favore , precisa che : " Arriveremo ore 10 , ore 13 , ore 16 " , e non capitare in casa d'amici con marito e figli affamati , all'una precisa .

Quando attraversate la strada non voltatevi a salutare l'amica che sopraggiunge sul marciapiede .
Come minimo correte il rischio di farvi dare dell'oca da qualche automobilista inferocito .

" Quanto hai pagato quel cappellino ? " . " Diecimila lire ".
" Poveretta , pensa che uno identico io l'ho pagato seimila ".
Curiosità eccessiva e commento agghiacciante ; bastano ad incrinare pericolosamente un'amicizia .

caramente vostra , Gioiosa

domenica 2 novembre 2008

il mio dopo Halloween


Questo post è nato da un commento che stavo lasciando nel post quasi omonimo di Gan ,nel suo Nonsosescendo , poi ,vista la lunghezza che stava prendendo ,non trovavo corretto approffittare del blog altrui per parlare di me , e l'ho girato qui .

Sono due settimane che lavoro come un pazzo, causa consegna di fine mese che non posso saltare . Di mio dormo poco ma ultimamente ho ridotto a 2-3 ore il riposo notturno quando va bene , perchè capita spesso che a dormire non ci vado proprio e stacco giusto un momento per quella che dovrebbe essere l'ora del pranzo .Questo per farvi capire lo stato di alterazione mentale nel quale sono sprofondato .

E' tardi, sento suonare il campanello , sono in ufficio e ho il citofono a portata di mano , rispondo .

"Dolcetto o scherzetto !".

Sull'attimo non riesco a connettere bene le cose , resto un po' interdetto e mi chiedo se ho le allucinazioni , ma quando sento ripetere la "giaculatoria" i miei bassi istinti hanno un sopravvento e saluto con un vaffanculo .

...piccoli, mi dispiace tanto ...

Vado a letto alle 2.30 del mattino e passo tutta la giornata a dormire, avendo l'accortezza prima di staccare i telefoni .

Da queste parti , nel mezzo del feudo leghista di paesi paesini e paesotti , c'è una tradizione molto ipocrita all'assalto del camposanto in occasione della festa di Ognissanti , e quella che dovrebbe essere una ricorrenza di carattere spirituale da vivere con pacatezza e intimità si trasforma nella festa dell'ostentazione , della gara all'esserci come se fosse un debutto in società obbligatorio da ripetersi di anno in anno .

Quand'ero piccolo ho assistito a scene che si sono impresse nella mente : il ritorno dei paesani arricchiti emigrati nelle grandi città come Milano o Torino , che arrivavano con le loro grandi automobili , le donne ingioellate come la madonne di Pompei , coperte da pellicce di tutte le forme e lascianti scie di profumi che da sole riuscivano a coprire tutto l'odore pungente dei crisantemi , gli uomini panzuti e sempre un po' brilli perchè la sosta all'osteria era obbligatoria quanto la presenza al camposanto .

Poi c'era il gruppetto delle vecchie vestite di nero con il velo in testa che guardavano male qualunque bambino si avvicinasse , il gruppetto delle pettegole che con la scusa di informarsi dell'ultima buon anima che ci aveva lasciati diffondeva informazioni utili su tutta la cittadinanza , il gruppetto dei bambini scalmanati che correvano e gridavano ovunque e comunque , il parroco che arrivava sempre in ritardo e che, in base alle smorfie del viso, avrebbe voluto essere altrove .

Una sagra campestre insomma , soltanto più rumorosa e attorniata da miriadi di fiori freschi ,e a volte finti , acquistati per l'occasione .

La mia famiglia è stata fortunata per molti anni , nessuno si decideva a morire .

Gli unici defunti relativamente recenti che avevamo erano i genitori di mia madre , morti quando lei era molto giovane .Non avevo quindi con loro un rapporto affettivo da ricordare , e ho sempre vissuto come una forzatura la presenza che mia madre richiedeva a tutti noi , ma che in parte accettavo perchè ho sempre percepito la sua perdita come un elemento che ha fortemente condizionato la sua vita , e negarle la mia presenza era come se lo sminuissi , però le ho sempre fatto capire che non apprezzavo la cosa .

Mi annoiavo da morire , non sopportavo le solite storie che si raccontavano i parenti e non mi piacevano i giochi stupidi che facevano i miei fratelli con gli altri bambini , che non conoscevo perchè abitavamo in un altro paese .

Gironzolavo per il cimitero, guardavo le composizioni pacchiane di certi fiori , ridevo tra me e me di certe incisioni retoriche sulle lapidi , provavo orrore per certi monumenti funebri familiari e poi finivo sempre tra le tombe più vecchie, lì dove c'era poca gente perchè ormai non era rimasto più nessuno a ricordare quei defunti .

Mi affascinavano le foto, certi dagherrotipi con bianchi e neri che raccontavano una storia , nomi di persone non più in uso da tanto tempo , certi baffi sul viso di uomini arcigni , volti di donne indomite consumate da vite durissime , occhi che sembravano parlarmi da un passato remoto di piccoli gesti quoditiani , di pane cotto nei forni a legna , di covoni di fieno sotto estati assolate .

Poi c'erano le foto di quei neonati, di bimbi persi nel tempo pieni di fiocchi, di nastri di raso e pizzo , di vite spente troppo in fretta da una semplice malattia , o durate troppo poco , dove magari accanto trovavi gli occhi carichi di speranza della madre che li aveva seguti nell'ultimo viaggio .

Toccavo con le punte delle dita le date incise , dove il mille e ottocento faceva la sua presenza tra i numeri inizali , e mi sembrava l'unico modo per portare un po' di conforto a tutte queste anime dimenticate .

Poi verso sera , con tutto il parentado appresso compesi i non graditi , si faceva sosta alla vecchia casa materna dove ancora viveva uno zio di mamma .
Si mangiavano castagne , si beveva vino rosso tagliato con acqua e zucchero , e fette di polenta arrostite alla piastra .

Ho sempre detestato tutto questo e , al solito , tornavo a casa digiuno .

Nonna , quella paterna , diceva che oltre allo spirito alternativo della sua famiglia ,io avevo ereditato anche tutta la spocchia degli antenati nobili da parte di nonno , e il mix in certi casi si rivelava alquanto problematico .
Non è cambiato molto da allora, continuo a desertare le feste comandate e i cosidetti obblighi di presenza sociale , mi reco nei cimiteri solo nelle giornate di sole e nelle ore in cui sono sicuro di non trovare più di una o due persone , e continuo a fare visita alle vecchie anime dimenticate e ad ascolare le loro piccole storie .

giovedì 30 ottobre 2008

TrentaOttobreDuemilaotto


... L' Italia s'è desta ...
Attenzione , questo blog esprime solidarietà ai "facinorosi" che hanno ancora capacità di discernimento e spirito critico .
Se Lui e Lei non capiscono non siate troppo severi con loro , hanno avuto un maestro unico .

lunedì 20 ottobre 2008

frammenti d'amore



Questi sono i miei tre cuccioli , piccoli batuffoli rosei con gli occhi aperti sul mondo .
Preziosi perchè desiderati , attesi ad oltranza anche quando gli eventi remavano contro .
C'è qualcosa di me in tutti loro , e ,insieme , c'è una parte dei rispettivi papà .
Si , tre papà diversi , a rappresentare tre fasi importanti della mia vita e dei miei desideri .
Sembrava un giochino divertente , metti una foto di mamma, metti una foto di papà et voilà , il gioco è fatto , e dopo 9 secondi ecco la foto dell'ipotetico bambino .
Sembrava un giochino divertente , dicevo , invece non lo è stato per niente .
Ha portato alla luce desideri assopiti , pensieri passati sepolti dal tempo ,simbologie di vita verso le quali non pensavo quasi più .
Sono consapevole che c'è un desiderio di figlio , di famiglia in una parte di me , ma la legislazione italiana e il sentire comune sono ancora molto distanti rispetto al modello spagnolo o olandese per quanto riguarda i diritti civili dei gay , quindi in qualche modo questo desiderio era sempre stato messo a tacere .
Ma c'era questo giochino , questa possibilità virtuale di dare una forma al desiderio , e così ho deciso , faccio un bambino .
Primo problema , con chi lo faccio , a quale amore della mia vita l'onore di rendermi virtualmente madre ?
Si, visto che era mio il desiderio mi sembrava giusto sobbarcarmi tutte le magagne della "gravidanza virtuale ": è stata dura ma sono stata brava visti i risultati .
Scopro così , o meglio , prendo atto consapevolmente , che non tutti gli uomini che ho amato li trovo adatti a fare da padre , e sotto sotto nemmeno da compagno stabile di vita ; hanno rappresentato al meglio il loro ruolo nella mia vita , sono stati un tassello importante nella fomazione della mia personalità, ma il loro ruolo è terminato .
Così , dopo lunga analisi di me stesso e di chi ho amato , ho deciso che i padri sarebbero stati tre : un amore che mi ha dato tanto emotivamente ma allo stesso tempo ha conservato quel retrogusto amaro del rimpianto per qualcosa che sento di non aver realizzato , di non aver portato a termine .
Un amore vero fino in fondo , fatto di parole, pelle , lacrime e sorrisi , che ha colto e amato l'essenza di me consentendomi di esprimere tutto quello che avevo dentro e che ancora non conoscevo del tutto .
Un amore idealizzato , o meglio , un concentrato di tutto quello che cerco e che a volte trovo in un uomo , una volta l'ho incrociato , ed è stato come sentire il rumore dell'incastro perfetto di tutte le tessere di un puzzle .
Il risultato sono i tre bimbi che vedete sopra .
Ho trovato divertente una cosa : i tre papà sono oggettivamente belli , ma se i tre cuccioli sono carini è merito soprattutto della mamma (il giochino dà la possibilità di calibrare la somiglianza verso il padre o la "madre " , in questo caso virgolettata oltre che virtuale).
Altra cosa che mi ha colpito : il terzo padre , quello rappresenta in qualche modo il mio uomo ideale, è anche il più distante fisicamente da me ; nostro figlio è la copia sputata di me da bambino . hahaha
per chi volesse provarlo :

martedì 14 ottobre 2008

L'isola dei "futuri" famosi


Adam , Anno I n.7 -Mensile - Dicembre 1994 - Tattilo Editrice S.p.A.
"Abbiamo visionato un numero esagerato di modelli prima di trovare quello che avesse davvero " le phisique du rôle " , alla fine l'abbiamo individuato in Rossano : ventiduenne "dè Roma" , a cui ha divertito un sacco "fa l'omo de a Giungla ".[...] Ha fatto parte di un gruppo di mini spogliarellisti - unico italiano tra brasiliani - denominato "I leopardi".
Insomma , gli accenni di quello che sarebbe diventato ci sono tutti .
qui altre foto .

Un tuffo nel passato

Qualche sera fa facevo zapping davanti alla tv e capito su rai 2 negli speciali che mandano in onda a tarda notte sulle avventure quotidiane dell'isola dei famosi .
Confesso che non guardo la trasmissione ufficiale , dopo due minuti perdo la pazienza e cambio canale , mentre trovo già passabili gli speciali , più che altro per divertirmi a sentire certe perle di cultura o di saggezza tra una caccia al pesce e un morso alla noce di cocco .
E' arrivato un nuovo naufrago- in sostituzione di non so chi- tale Rossano Rubicondi . Il nome non mi dice niente , l'unico Rossano che ricordi è un ragazzo che a suo tempo si era fatto molto apprezzare dai lettori - in gran parte gay - posando quasi sempre in tenuta piuttosto nature , per una rivista che si chiamava Adam , rivolta principalmente a lettori gay o gay friendly .

Ma tu guarda , è proprio lui : certo, definirlo famoso mi pare un po' eccessivo , io l'avevo perso di vista da anni , e solo più tardi vengo a sapere del suo matrimonio con Ivana Trump (favolosa la battuta dell'altro naufrago , il biondo allampanato , " io non so chi sia questa Ivana Trans " ) .
Lo trovo un po' appesantito , ma tutto sommato ancora un bell'uomo . L'unica cosa che rimane uguale , mi pare , è il suo essere un po' burino .

Vederlo mi trascina indietro nel tempo , di 10-15 anni e mi sembra tutto un altro mondo , con altri gesti quotidiani , altri pensieri che avevo disperso nella memoria .
Adam non era una rivista porno , era qualcosa di nuovo per allora , diversa dalla storica e un po' politicizzata Babilonia ,più leggera, più fresca , quasi un Vanity Fair ante-litteram , ma specificatamente gaya .
Copertine ammiccanti e colorate , dove ad essere ritratti erano spesso personaggi famosi amati dai gay o in odore di gayezza , altre volte perfetti sconosciuti ma dall'avvenenza piuttosto marcata .
Rossano appare su Adam la prima volta nel n.7 del dicembre del 1994 , dove in copertina faceva mostra di sè il fratello Riccardo - altro bel ragazzo degno di nota - in un servizio che , a vederlo oggi, sembra profetico .
E' intitolato "Tarzan Amore mio " , ed è una sorta di inno "all'uomo selvaggio , intrepido, completamente analfabeta , tutto muscoli e sesso ".
Lui è ritratto tra finte palme e noci di cocco , una scimmietta peluche e un costumino ridottissimo , è un inno alla pelle esposta al sole .
E' bello Rossano , nel pieno dello splendore dei suoi 22 anni , capelli lunghi e morbidi ricchi di riflessi di luce , una pelle dorata cosparsa di efelidi sulle spalle , un corpo tonico e definito ma allo stesso tempo morbido , la bocca perfetta un po' screpolata , un velo di peluria sul viso che aggiunge un tocco di trascuratezza , e due occhi ambrati , caldi che ti guardano insistenti e fino fino in fondo .
Ho conservato tutti i numeri di quella rivista , pubblicata mensilmente dal maggio 1994 al febbraio-marzo del 1999 : mi è dispiaciuto che fosse lasciato cadere quel progetto editoriale , perchè per me era uno dei pochi fili diretti e indiretti con il mondo gay . Ho sfogliato qualche numero , c'erano ancora gli annunci con i vari fermoposta , sembra preistoria se solo penso a quanto spazio occupano ormai nella nostra vita i cellulari , le mails , le chats e il mondo di internet in generale .
Chissà se le nuove generazioni si rendono conto di quanto preziosi siano questi mezzi , per le potenzialità che hanno , ma dubito , le danno ormai per acquisite , con il rischio poi di non andare oltre il monitor del computer .
Sfogliando ho rivisto foto bellissime di giovani di belle speranze tra cui Gabriel Garco (mitica la copertina n.4 ) Stefano Dionisi , i Take That dell'epoca d'oro , keanu Reeves , Tom Cruise e un quasi dimenticato David Boals , uno dei modelli più famosi di allora .
Gli anni passano un po' per tutti , io mi consolo del fatto che porto ancora la stessa taglia dei 15 anni in barba a certi panzoni miei coetanei che vedo in giro .

martedì 30 settembre 2008

Qualcosa di divertente



Dedicato a tutti quegli uomini che giudicano gli altri "dall'alto" della loro preziosissima e presunta mascolinità .
Continuate così , siete fonte di eterno divertimento .

Qualcosa di dolce





Le mani , le mani e gli occhi , il viso e la pelle , la pelle che si tocca .
I corpi, i nostri corpi a contatto ; Calore avvolgente, desideri e i suoni del cuore .

La bocca , così dolce .

Qualcosa di morbido




...Le mie preferenze di solito sono per i biondi ma per lui potrei fare volentieri una deroga alle regole ... il ragazzo ha un suo perchè e il suo lato B è così , come dire ... TANTO .

Notturno



Dormono le cime dei monti e le gole,
i picchi e i dirupi,
e le famiglie di animali, quanti nutre la nera terra,
e le fiere abitatrici dei monti e la stirpe delle api
e i mostri negli abissi del mare purpureo;
dormono le schiere degli uccelli dalle larghe ali



Alcmane (fr. 89 P),

lunedì 15 settembre 2008

aromi e fragranze

Oggi ho voglia di arancio, caldo, pieno, luminoso , di profumi capaci di avvolgermi e di insinuarsi nel ricordo delle mie narici .
Ho dormito a lungo , ho lasciato che la luce filtrasse per molto tempo tra le fessure , fino a distinguere tutti i dettagli dei mobili , le cuciture delle lenzuola .

Mi piaceva guardarti quando dormivi accanto a me ,gli occhi chiusi , un po' strizzati , la piega del viso attorno alle labbra accentuata , come un bambino quando afferra forte un oggetto e non lo vuole lasciare , seguivo con le dita la curva del tuo profilo , piano piano per non svegliarti ,e poi soffiavo dolcemente verso le tue palpebre , sentivo il calore del tuo corpo e avrei voluto abbracciarti forte per non perdere nemmeno un alito di quel tepore , ma mi trattenevo per non svegliarti, perchè tutto durasse più a lungo . Tu in tutto questo mi aiutavi, perchè farti alzare era sempre un' impresa . Soltanto una volta hai voluto alzarti prima del solito , per fare colazione, perchè c'erano quelle "briochine nuove al cioccolato" e le volevi assaggiare assolutamente . Mi guardavi sorridendo birichino ed io non riuscivo a stare serio .

Non amo molto cucinare , non amo molto mangiare , non è di cibo che ha fame la mia mente e solo in alcuni casi sazia i miei sensi : mi piacciono molto i dolci .
La cucina è pulita, ieri l'ho tirata a lucido, i pavimenti profumano di bergamotto , il legno dei mobili odora di cocco nella nota di testa e di mandorla nel cuore centrale , le parti in acciaio sono splendenti , acqua bollente e aceto e diventano uno specchio .

Tu amavi molto cucinare, e ancora di più mangiare , piano piano ti sei impossessato della mia cucina e l'hai fatta tua , a me la cosa non dispiaceva affatto , eri molto bravo , ma non stavi proprio attento , il piano cottura sembrava sempre un campo di battaglia pieno di frammenti di cadaveri sparsi ovunque , tu davanti a spadellare , io dietro con la spugnetta a pulire , ad ognuno il proprio ruolo .

Ho voglia di fare un dolce , c'è un nuovo stampo per muffins in silicone lì nel cassetto , ha una bella forma invitante , ha 6 scomparti ed è di un bellissimo color arancio , come la mia giornata , come la parete che ho fatto dipingere da fondo per la libreria bianca in ufficio .
Bianca come la farina 00 , come il lievito, lo zucchero, il pizzico di sale , ed è curioso notare quante gradazioni di bianco ci sono quando le metti vicine tra loro, quanto impalpabile diventa la farina quando la passi al setaccio , quanto si insinui tra le narici e la gola la polvere di zucchero .
Mescolo tutti gli ingredienti secchi tra loro, in questo modo non si formeranno grumi , " nessun nodo verrà al pettine, perchè saranno già stati sciolti prima ".
Oggi ho voglia di arancio e di tutte le sue sfumature così prendo un uovo, lo frusto fino a dissolverlo in un giallo pieno, lo ammorbidisco con dello yogurt al limone con quella punta acidula meravigliosa , lo schiarisco con un po' di latte per poi riaccenderlo di colore con della buccia d'arancia grattuggiata lasciando che le essenze volatili mi inebrino la mente e poi rendo fluido il tutto con dell'olio di semi di girasole .Ecco, questa bellissima crema color del sole si fa scendere gentilmente nella polvere bianca, si mescola piano ma con decisione , si uniscono gli elementi come se fosse un' unione indissolubile di corpi e anime , di sapori, aromi e fragranze .
Non è ancora finita, l'arancio vuole la sua parte e vi entra in tutte le sue sfumature con piccole scaglie di carote grattuggiate , profumate e fresche ,si lascia scendere nella pasta come una cascata colorata e si mescola bene .
Due cucchiai colmi in ogni stampo , mai fino all'orlo , perchè il composto crescerà, salirà il più possibile per espandersi come una corolla di un fiore che si apre , con tutti i suoi colori, con tutti i suoi profumi .

Un giorno ho scoperto quanto fosse appagante preparare muffins: per la mente ,sono poco impegnativi e ti permettono di estraniarti facilmente dai pensieri che ti assillano; per i sensi , ti lasci avvolgere da profumi e sapori, relativamente veloci da fare e con una possibilità pressochè infinita di variazioni .
Non c'era più nessuno a sporcare il piano cottura, non c'era più nessuno a cui lasciare grande spazio nella dispensa e nel frigorifero, non c'eri più tu a cucinare per me, per noi .
Avevo necessità di qualcosa di dolce , di qualcosa che mi distraesse, di riempire un vuoto che sentivo dentro , così ho iniziato a fare muffins come fosse una terapia per guarire l'anima .

Ma non mi basta questo arancio, ho voglia anche di cioccolato, di qualcosa di divertente e così prendo un'altra ciotola e preparo un mix un po' esotico .
L'uovo giallo questa volta va stemperato con yougurt all'ananas e schiarito sempre con il latte , due dita di succo ACE e poi un ingrediente "vacanziero", Rum al cioccolato direttamente dalla Jamaica . Il profumo è deciso , l'aroma persistente , e il tocco alcolico toglierà leziosità al tutto .
Nella ciotola del secco tutte le polveri bianche come prima , in minor misura però, perchè ci sarà questa volta una nota di colore deciso, cacao in polvere da mescolare bene eliminando anche i più piccoli grumi .
Quando verso gli ingredienti liquidi e li mescolo è una festa per i sensi , perchè il colore diventa di un cioccolato intenso , denso, pastoso, l'aroma penetra nella mente e ti inebria facendo scatenare il valzer delle endorfine , ogni ingrediente sembra trovare il suo spazio, chi nella nota di testa, chi nel cuore, chi in coda , in un continuo richiamo di suggestioni .
Ma la voglia di arancio non è passata, e anche qui tante piccole scaglie di carote a stemperare le note troppo acute.
Un the speziato, con un retrogusto sottile di pepe, fa da accompagnamento ideale a questi muffins, volendo della marmellata all'arancia amara per i primi e dello yogurt al cocco per i secondi .


giovedì 4 settembre 2008

Quattro più uno (seconda parte)



...Suoni ovattati dove i picchi acuti sono smorzati e i bassi distorti , luce che inonda di nebbia gli occhi riempiendo ogni anfratto di bianco sfumato, pensieri veloci dove l'istinto diventa capacità di capire subitaneamente gli sviluppi di causa ed effetto , voci improvvise apparse dal nulla che si mescolano a immagini in movimento , sudore freddo che scorre sulla fronte, sugli zigomi,sul collo fino a perdersi nelle anse profonde delle clavicole, e poi questa sensazione di sentirmi risucchiare in basso , sempre più giù, sempre più giù, fino al pavimento .

-Non morire , non morire ti prego , resta con noi !
-Ma quando arriva l'ambulanza , è un po' che abbiamo chiamato il 118 !
-Mi fa impressione, ha gli occhi aperti con le pupille completamente dilatate .
-E' bianco come un cadavere, gli avete tastato il polso ?
-Nessuna di voi ha i sali ? Che ne dite dell'aceto ?

-Non ci provare nemmeno .

E fu così che , improvvisamente com'era iniziato , termina il mio viaggio in quella terra di nessuno ai confini del regni del Sonno e del Sogno , definita nel mio piccolo "l'eleuteron di Isadora Duncan ".
Steso sul pavimento accennno ad alzarmi, prontamente bloccato da mani sconosciute , maschili, per niente piacevoli, corte, tozze piene di peli neri orrendi , che si trovavano lì assieme ad una voce fastidiosa, grattata , impastata, con accento meridionale-trasferito-al-nord, e soprattutto di un sottofondo inconfondibilmente etilico, rosso e piuttosto economico corretto probabilmente da una spruzzata abbondante di grappa nel caffè : un dentista , mi dissero più tardi .


Levo lo sguardo a cercare le mie amiche e noto che sono circondato da un numero consistente di rappresentanti del cosidetto sesso forte, opportunatamente ben piazzati a distanza millimetrica dalle sopracitate donzelle , le quali mi guardano con espressioni a metà strada tra la sconvolta, la disperata e l'amica che ti fa cenni impercettibili per segnalarti che tronco di pino le sta quasi addosso : ogni motivo è buono per cercare marito insomma .
Dopo aver tranquillizzato tutti sul fatto che non avrei tirato le cuoia quella sera il grosso dei curiosi ritorna ai propri tavoli mentre restano lì spavalti alcuni avventori interessanti che attaccano bottone con le amiche .... biechi profittatori delle disgrazie altrui .

-E' arrivata l'ambulanza, dovè quello che si è sentito male ?-urla il gestore del locale .
-E' qui con noi !- sbeccano come oche giulive le mie amiche
-Chi è che ha chiamato l'ambulanza ? ma siete fuori, per uno stupido svenimento- dico io .
-Ma sembravi morto, ma avevi gli occhi splancati e non mi vedevi, ma mi hai fatto prendere uno spavento tremendo, e poi non ti svegliavi più - mi sbraita addosso come un mastino F . 38 kg di ossa e capelli .
-Dov'è il collassato ? -urla l'infermiere del 118 visibilmente alla sua prima esperienza sul campo .

Improvvisamente ho una visione di questa scena surreale dove tutti perdono un po' la testa per un'esperienza che non hanno mai vissuto in prima persona e che non si sanno spiegare ed io in mezzo a questi matti sono perfettamente tranquillo, perchè quello che la maggior parte delle persone non sa è che dopo uno svenimento ci si sente benissimo , la sensazione è come se il sangue fosse stato depurato dalle tossine , ci si sente leggeri ( e luminosi visto il pallore spinto per una buona mezz'ora ). Improvvisamente , dicevo , ho la visione di questa scena surreale dei fraintendimenti .
E mi metto a ridere .

-Ha una reazione isterica -sentenzia il medico del 118 all'infermiere .

E io rido ancora di più. Per farla breve ho dovuto sottopormi ad un controllo sul posto, ridendo in faccia al medico che a un certo punto ha stabilito la sua diagnosi : IPERVENTILAZIONE .

Il gestore , tranquilizzato dello scampato pericolo (niente decesso questa sera) ci ha gentilmente offerto del tiramisù (qualche sott'inteso ?) e un giro di limoncello alle mie amiche, a me non era il caso, così io ho chiesto lo sconto, visto il momento di popolarità che ho dato al suo locale .

Guardo le mie amiche, le vedo finalmente rasserenate, ma soprattutto con una luce strana negli occhi : chissà cosa stanno cospirando .

-Però che serata, con te non ci si annoia mai- dice L. stanca forse della monotonia famigliare.

-Abbiamo pure conosciuto un po' di uomini - Chioccia S. già pregustando la prossima avventura di Bridget Jones della val Padana.

-Il medico era tanto carino -se ne esce tra lo stupore di tutti C. di solito la più morigerata del gruppo.

-Ragazze ho un'idea , avete visto com'è stato facile stasera conoscere uomini nuovi, due mi hanno pure lasciato il cellulare . Perchè non organizziamo una cosa fatta bene, scegliamo dei locali ad hoc, magari un po' più di classe di questo, ci portiamo lui e facciamo finta che si sente male, ogni uomo vedendoci verrà in nostro soccorso - blatera a vanvera F., l'ho sempre detto io che quella è un po' perversa .

-Io !!! e perchè dovrei essere io a fare la vittima - mostrandomi visibilmente offeso (quando mai )

- Perchè come svieni tu nessuno mai - sentenziano in coro le quattro dell'oca selvaggia .

L'ho sempre detto io che sotto questa scorza dura c'è una dama d'altri tempi .


Quattro più uno (prima parte)


Ho una confessione da fare e so che molti miei fans resteranno sconvolti , perchè ormai mi sono fatto questa fama di omo caverniculus tutto d'un pezzo, clava compresa (bella e lucida, levigata sui crani vuoti dei miei tanti detrattori ).
Ebbene si, dietro questa apparenza solida di scaricatore di porto si nasconde l'animo di una dama aristocratica di metà ottocento , gonna ampia con crinolina e corpo stretto sul bustino di ossa di balena e per finire borsetta con i sali . Immancabili.
A-s-s-o-l-u-t-a-m-e-n-t-e N-e-c-e-s-s-a-r-i .

Io sono abbonato agli svenimenti .

Lo so, è così demodè , ma volete mettere cosa si prova ad avere le attenzioni tutte per sè, piccole premure che (col cavolo che)ti offrono solitamente, braccia che ti sorreggono, voci pacate che ti parlano , qualche schiaffo a tradimento e un bernoccolo in testa...ehm , gli ultimi due dettagli sono insignificanti .

Sabato sera di fine agosto, decido di declinare l'invito di andare alla serata di chiusura del Gay Village di Padova , una specie di sagra della salsiccia con qualche ingrediente piccante in più , ed esco con quattro mie amiche sfigatell...ehm, in un momento molto particolare della loro vita .
F. piccolina e magra, divorziata, S.oppure detta la Bridget Jones della val padana, single non per scelta ,C. separata da poco con bimba a carico, magra come un fuscello e dolcissima, L. sposata con due bimbi e il terzo in arrivo, bella e radiosa , in libera uscita .
E poi io, l'amika con la K in mezzo a quattro amiche biologiche .
Locale senza pretese, una pizzeria di periferia dove puoi arrivare fino al dolce e al caffè senza lasciarci un capitale , ma a suo modo carino , con i tavoli ampi e distanti quanto basta per poter spettegolare in confidenza senza il rischio che tutto il locale venga a sapere i dettagli .

Si parte con i convenevoli ovviamente, lavoro, vacanze, famiglie, amicizie,ma ben presto si passa al sodo e si parla di quello che veramente ci interessa, il misterioso mondo dei maschi .(leggi sesso).
La differenza tra le donne (etero) e i maschi (etero) quando parlano di sesso è essenzialmente questa : i maschi partono con le allusioni, ma appena l'argomento prende la tangente del confronto svoltano per l'uscita della trivialità .
Le donne invece viaggiano assieme, passano ai dettagli, si consigliano percorsi, ridono delle uscite sbagliate ...quando sono amiche.
Quando non lo sono perdono il tempo a farsi la lotta tra di loro, ma questa è un'altra storia .
Insomma, passato al setaccio l'argomento sesso , arrivati al caffè qualcuna si mette a parlare di interventi di chirurgia estetica .Argomento interessante, tutte molto prese , coinvolte, preparate, ogniuna con qualcosa da dire, dal ritocco al naso alla blefaroplastica e via chirurgicamente discorrendo.
Ora ,io verso la chirurgia estetica non ho niente da ridire, non vedo perchè non sfruttarla, casi patologici a parte , ma l'idea di subire un intervento chirurgico non necessario per la salute mi è del tutto ostico , per quanto mi riguarda .Ma non è di questo che volevo parlare .
Si finisce non so come a parlare di vene, vasi sanguigni et simila , e qui io comincio a essere un po' a disagio .Non ho mai razionalizzato bene la cosa, ma sembra che sentire parlare di certi argomenti mi renda più impressionabile che vederli o subirli , è come se scattasse un meccanismo di empatia e "sento" mentalmente le cose che mi raccontano in un modo molto fisico .

Comincio a riconoscere tutti i sintomi pre-svenimento, iperventilazione, annebbiamento della vista, stomaco sottosopra, formicolio alle mani, e quindi chiedo alle mie amiche di cambiare argomento, spiegando molto sbrigativamente il perchè.
Sento però che lo svenimento è vicino, sposto immediatamente la sedia e mi poso a terra, appoggiato al muro, sperando di bloccarlo in tempo .
Le mie amiche mi guardano un po' perplesse perchè non capiscono bene la situazione ma poi notano che sto diventanto di un pallore cadaverico .(continua)

sabato 30 agosto 2008

Malattia d'amore

Prende solamente il cuore questa malattia : l'amore .
Incomincia ad ogni età, non ha senso senza te .
Penso che potrai guarire , ma mi sento già morire,
una cosa brucia in me
è l'mmagine di te .
Nuvole nere nell'urlo del vento,
cominci a pensare che un fuoco si è spento .
Ma la paura che senti lo sai che cos'è ?
E' l'amore,
è l'amore, tutto il freddo, tutto il caldo che hai nel cuore .
E' l'amore , è l'amore ,
solo amore .

Due mesi fa era riuscita a coronare il suo grande sogno , sposare Phyllis Lyon , compagna di vita, di amore, di battaglie per i diritti civili delle lesbiche e di tutta la comunità LGBT , da 51 anni .
Del Martin ci ha lasciati, aveva 87 anni . Vorrei mandare a Phyllis un grande abbraccio, solo lei può sapere quanto è grande la sua perdita .
Vorrei esprimere un ringraziamento particolare a tutte le persone come Del Martin e Phyllis Lyon , per aver combattutto in prima persona contro tutto e tutti in nome di un diritto all'amore che non dovrebbe mai essere messo in discussione da nessuno .
E' difficile, ne sono consapevole, ma sono convinto che facendo ognuno la propria parte le cose possano cambiare .
E' l'amore, è l'amore ,
solo amore . *
*Tratto da Malattia d'amore ,brano interpretato da Ornella Vanoni nell'album " e poi...la tua bocca da baciare " 2001 Sony